La necessità di comunicare fu comune a tutte
le civiltà antiche, che in modi diversi attivarono sistemi più o meno
organizzati di recapito postale. Inizialmente si utilizzarono tavolette di
materiale duro spalmate di cera, successivamente si
ebbe l'introduzione del papiro scritto con materiale vegetale.
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| Immagine che ritrae un "cursores" |
In occidente, con gli antichi romani si registra la
nascita del “cursus publicus”, primo sistema di posta
“statale”. Il trasporto della posta era
organizzato con dei carri che avevano bisogno di punti di appoggio per il
ristoro e il cambio dei cavalli. Nacquero così le prime stazioni di posta. Per consegnare una missiva
i “cursores”, ossia i “corrieri” potevano percorrere 270 km in 24 ore. Nel
medioevo, la mancanza di un ente centrale che curasse l'organizzazione, portò
all’abbandono del “cursus publicus”.
Nel Rinascimento, con l'intensificarsi dei commerci, anche il sistema postale fu incrementato: infatti all'inizio del XVI secolo iniziava la necessità di comunicare con il l'America. La posta veniva imbarcata sui galeoni diretti verso l'America centrale che era divenuta obiettivo degli interessi commerciali delle grandi potenze europee.
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| Timbro postale |
Enrico IV d'Inghilterra
nel XV secolo introdusse il "Post Office" per consentire ai suoi
messaggeri reali il cambio dei cavalli. Questi "uffici postali"
divennero efficienti grazie alla loro estensione sul territorio che li
caratterizzava. Nel 1661 in Gran Bretagna il direttore delle Poste, con l'intento di controllare i ritardi sul recapito della corrispondenza, introdusse il timbro postale. I timbri erano fabbricati in legno e indicavano il giorno ed il mese sottolineando in questo modo la partenza della corrispondenza.
Nel corso del 1700 le
poste europee vengono gradualmente assorbite dagli Stati, che si riservano
l’esclusiva sul servizio postale sia per migliorare il servizio sia per avere
maggiori entrate, sia soprattutto perché la trasmissione delle informazioni era
fondamentale.
L’animale
più utilizzato dal mondo antico fu il piccione viaggiatore che può volare alla velocità di 50/100 km
all'ora e può coprire distanze di 1000 km al giorno. La loro grande capacità di
orientamento è conosciuta dal 3.000 a.C. circa. Veniva utilizzato dai sumeri,
egizi e greci. Giulio Cesare fece uso di questi messaggeri nella conquista di
Gallia.
In tempi più recenti anche Julius Reuter utilizzò i piccioni viaggiatori, infatti intraprese nel 1850 un servizio di
trasmissione di notizie tra Aquisgrana e Bruxelles utilizzando i piccioni
viaggiatori. Da Aquisgrana poi le notizie venivano comunicate a Berlino con il
telegrafo.